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WaterTouch

Installazione interattiva

La sfida che l’installazione WaterTouch si propone, è sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al tema della scarsità dell’acqua e del suo consumo in larga misura non parcellizzato; ciò che desidera fare è fornire un metodo di analisi e di interpretazione critica della miriade di dati esistenti sullo sperpero d’acqua e sulla sua diminuzione (anche in previsione futura), nonché di introdurre nel fruitore un consumo idrico consapevole e razionalizzato.

Acqua Virtuale e Water Footprint

Non consumiamo l’acqua solo bevendola o facendo la doccia. L’acqua è utilizzata anche per produrre tutto ciò che consumiamo, come cibo, carta e vestiti. In sostanza il consumo idrico non si limita all’acqua che si vede, ma anche a tutta quell’acqua virtuale e in qualche modo nascosta, necessaria alla produzione e al commercio di cibo e merci. Il concetto di impronta idrica è strettamente legato a quello di acqua virtuale ed è un indicatore che consente di calcolare il volume totale di acqua utilizzata nella produzione di beni e servizi consumati dall’individuo / società / nazione.

È stato presentato nel 2002 da Arjen Hoekstra, oggi professore di gestione delle acque dell’Università olandese di Twente e direttore scientifico del Water Footprint Network. Non esagerano quelli che definiscono la scarsità d’acqua la sfida del secolo. Un recente dibattito in Australia sulla proposta di riciclare le acque reflue in acqua potabile, il lento prosciugamento di enormi bacini idrografici, come il Lago Ciad in Africa o il lago Aral in Asia, i milioni di persone che lottano ogni giorno per coltivare la terra in regioni colpite dalla siccità in Asia, Africa ed America latina, sono tutti segnali della necessità irrimandabile di preservare e fare un uso più produttivo delle risorse idriche del pianeta.

Credits

Master Digital Environment Design 2010:

il master affronta quattro ambiti progettuali, ovvero il design di spazi espostitivi (exhibition design), la scenografia teatrale (scenografie digitali), la progettazione di musei virtuali (virtual museum) e la messa in scena di nuove forme di spettacolarità (perfomance interattive). Il corso consente lo sviluppo di competenze di progettazione e scenografia ipermodale, di regia multimediale e di architettura virtuale.

Studenti Master: Fabio Alvino, Sebastiano Barbieri, Elena Castellini, Chiara Folladore, Mar’yana Matieva, Maurizio Sartori, Giovanni Scolaro, Ursula Seyr, Pietro Tarsitano.

Direttore Master: Paolo Atzori

Tutor Master: Nima Hajihosseini

Tutor Infovisualization: Paolo Rigamonti

Tutor Programming: Alessandro Capozzo

www.flickr.com/photos/masterd3d/sets/72157624572268974/

www.master-naba-d3d.net

www.streamfest.org/2010

www.waterfootprint.org/